Il Lambrusco...una scoperta tutta emiliana!

Il respiro dell’argilla genera un territorio unico dove l’uomo con lavoro duro, ostinato, addomestica la famiglia dei vitigni lambrusco ancora selvatici, incontaminati. Negli anni si sono così venute a codificare quattro tipologie di Lambrusco, che si distinguono per i differenti vitigni e per le diverse caratteristiche organolettiche: il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Salamino di Santa Croce, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, il Lambrusco di Modena. Ma andiamo a scoprire assieme le diverse caratteristiche di ogni singola tipologia di questo famoso vino che unisce l’eleganza delle bollicine alla bellezza del suo colore rosso.

Lambrusco di Sorbara – Si ricava dall’omonimo vitigno, il grappolo è a forma conica con acini sferoidali del diametro che spesso non supera i pochi millimetri. Ha colore rosso rubino chiaro, con spuma leggermente rosea ed è il più chiaro delle tre varietà; dal caratteristico profumo di violetta; il sapore delicato, leggermente aromatico e fruttato; da consumarsi giovane.

Lambrusco Salamino di Santa Croce – Deriva essenzialmente dall’omonimo vitigno, anche se è possibile, a livello di impianto del vigneto, la presenza di altri Lambruschi, Ancellotta e Uva d’Oro. La produzione è ricca e costante. Ha colore rosso rubino carico, con spuma dagli orli violacei; il profumo è fresco, persistente, fruttato; gusto armonico, leggermente acidulo, con moderata alcolicità. Vino non impegnativo, ben si sposa con pasta asciutta e con arrosti di carne bianca o di maiale.

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro – Come per il Lambrusco Salamino, la base ampelografica prevista all’impianto dei vigneti per il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro consente l’utilizzo di altri vitigni di Lambrusco oltre all’Uva d’Oro ed al Malbo Gentile. Di colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei, profumo vinoso intenso, fruttato, complesso; di sapore sapido, leggermente fruttato, con piacevole retrogusto amarognolo. Tra i Lambruschi DOP, è il più pieno e corposo, indicato per paste al forno, arrosti, salumi. La versione amabile può essere consumato come aperitivo o per accompagnare i dolci tipici di Modena.

Lambrusco di Modena – L’origine storica della menzione “Modena” o “di Modena” è sicuramente nota nella metà del 1800 grazie alla metodologia produttiva che consisteva in un uvaggio dei vari lambruschi tradizionalmente coltivati in provincia di Modena. Il vino ottenuto veniva denominato “Lambrusco di Modena” in quanto nome della città capoluogo di provincia. I consistenti e significativi risultati commerciali, consolidatisi in oltre un secolo di attività, hanno reso il “Lambrusco di Modena” il vino più rappresentativo e tra i più qualificati del’enologia provinciale, al punto che, per la sua fama, al pari del Lambrusco di Sorbara, del Lambrusco Salamino di Santa Croce e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, ha ottenuto il riconoscimento della D.O.P.